Discussione sul futuro di Firefox
Mitchell BAker, presidente della Mozilla Foundation, ha invitato l’intera comunità a riunirsi e discutere sul futuro del browser in un contesto internet mutevole.
Mitchell BAker, presidente della Mozilla Foundation, ha invitato l’intera comunità a riunirsi e discutere sul futuro del browser in un contesto internet mutevole.
Le parole Microsoft e Linux non stanno mai bene quando sono troppo vicine, se questo succede genera attenzioni frenetiche da parte della comunita’ !
Inizia la corsa che portera’ nell’ottobre di quest’anno alla nuova versione di Fedora la 16 denominata “Verne”.
E’ stata rilasciata infatti la prima versione Alpha della distribuzione che ormai rappresenta piu’ di tutte il desktop Gnome 3 e l’interfaccia Gnome shell.
Un’immagine creata dalla Linux Foundation per celebrare 20 anni dalla nascita del kernel linux; mostra l’evoluzione di Linux negli ultimi due decenni: linee di codice, sviluppatori, distribuzioni , utenti…
Quella di Gimp e della sua modalità a singola finestra e’ forse una delle feature più agogniate e attese nella storia del software libero.
Con il rilascio della versione 2.7.3 l’attesa e’ finita, Il popolare programma di foto ritocco open source ingloba finalmente una nuova e piu’ pratica interfaccia senza pannelli svolazzanti.
Jim Whitehurst non e’ l’ultimo arrivato per il mondo dell’Information Technology; E’ il Ceo di Red Hat prima distributrice al mondo di linux, azienda in cui non manca l’esperienza sui server, internet e i rapporti con le imprese.
Main Loop is discussing. Toggle Comments
Thunderbolt è la tecnologia d’interconessione sviluppata congiuntamente da Intel e Apple, permette di far raggiungere la velocità di 10 Gbit/s nel trasfrerimento dati tra computer e dispositivo, il valore è più del doppio rispetto allo standard U.S.B 3.0.
Apple ha introdotto dal’inizio di quest’anno il supporto per il nuovo standard nelle sue macchine. (Continua…)
Questa potrebbe essere la chiusura del cerchio per le tempestose vicende che ruotano attorno al destino del mondo open e dei progetti GTK in particolare. Gnome e Fedora contro Ubuntu e le rispettive interfaccie Unity e Gnome Shell destinate a soppiantare Gnome 2, non hanno considerato forse l’aspetto più (Continua…)
ice00,
ukuntu,
gnupress and one other person are discussing. Toggle Comments
Potrei sbagliarmi ma nn credo che un progetto del genere possa avere un futuro, per due motivi:
prima di tutto le nuove interfacce (gnome shell, unity) sono arrivate sui nostri desktop da troppo poco tempo, prima o poi gli utenti digeriranno le novità introdotte e il problema non avrà motivo di esistere (bisogna inoltre considerare quanto gnome 3 sia modulare e modificabile, lo si può portare a una configurazione “gnome 2″ con un paio di estensioni se uno volesse)… insomma, in ogni caso, è solo questione di tempo.
La seconda riflessione riguarda le alternative presenti, come dissi anche da altre parti perchè qualcuno dovrebbe usare una versione forkata di gnome 2, magari arrangiata e aggiornata malamente, quando può cmq godere di un desktop gtk+ usando l’ottimo XFCE?
Come ho detto, potrei sbagliarmi.
Le tue osservazioni sono giustissime..MATE e’ solo l’inizio ma considera che di un progetto di rinascita di Gnome 2 e’ tanto che si parla nella comunita’.
Verissimo che gnome shell e unity sono ancora progetti giovani il punto e’ che la spaccatura creatasi all’interno della comunita’ con Unity e Gnome 3 non ha precedenti nei rapporti tra desktop enviorment e distribuzioni linux.
Considera che ci sono utenti Gnome 2 che non userebbero’ mai e poi mai Unity e Gnome shell.
Io avevo accolto Unity e Gnome 3 con entusiasmo perché mi piace il rinnovamento, li ho provati, li ho tenuti per un po’, ho apprezzato alcune soluzioni, ma sono poi tornato a Gnome 2.
E’ un pò quello che è successo con KDE e i vari passaggi di versione principali: da 2.x a 3.x e poi a 4.x sono sempre stati traumatici. Il passaggio di un release maggiore si portava dietro nuovi paradigmi e una completa ristrutturazione del codice, cosa che ha portato inizialmente a molti problemi:
non erano più presenti alcune caratteristiche prima presenti e a cui un utente era abituato (ad esempio basti pensare alle icone nel desktop di KDE 4.0 o al menu classico di scelta dei programmi) che sono stati aggiunti successivamente e alcuni su espressa richiesta degli utilizzatori
ci sono nuove funzionalità che nella prima release non sono mai complete, ma richiedono tempo per raggiungere una maturità accettabile per l’utilizzo (questo perchè la riscrittura del codice deve essere attuata su ogni componente e richiede tempo).
Di solito la soluzione esisteva sempre: aspettare che il ramo si stabilizzasse prima di adottarlo, poi il passaggio è stato indolore (ad esempio per Fedora e KDE 4 sono passato dalla versione 12 alla 14, saltando quella più problematica intermedia).
Per fortuna in Linux c’è questa possibilità di scelta che per altri sistemi è preclusa (basti pensare alla interfaccia di Office 2007: a mio avvisso orrenda, poi che uno dopo averci perso due settimane riesca ad usarla è un altro conto: sarebbe bastato lasciare una modalità compatibile, con cui mostrare su richiesta la vecchia gestione dei menù, e l’utente sceglieva quale usare. Uno potrebbe aspettare diversi service pack, ma di sicuro l’interfaccia non sarà toccata di una virgola).
Pertanto sia per Unity che Gnome 3, basterà aspettare un pò di tempo, poi i due ambienti si saranno stabilizzati con tutte le caratteristiche richieste dagli utenti e quelle ancora non programmate che renderanno il passaggio da Gnome 2 quasi indolore.
Ovviamente nell’attesa o si rimane su Gnome 2 (o su questo progetto MATE), o si utilizza un altro desktop manager che abbia un paradigma che ci aggrada, poi tra un pò di tempo si potrà fare il salto
Il Team Kde attraverso l’utilizzo delle librerie Qt sviluppa Actives con l’obiettivo di creare un’interfaccia dedicata a tablet e dispositivi mobili che differisca dalla concorrenza tutta App oriented.

Sul sito Haiku, Marcus Overhagens ricorda i dieci anni passati dal primo messaggio lasciato sulla mailing-list del progetto che ai tempi si chiamava OpenBeOS in cui s’impegnava nella creazione di un sistema operativo open source, derivato e perfettamente compatibile con le specifiche BeOS, (Continua…)
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Main Loop 4:40 pm on agosto 22, 2011 Permalink |
Onestamente, mi sembra un’affermazione priva di fondamento…