Ed ecco il fork di Gnome 2
Questa potrebbe essere la chiusura del cerchio per le tempestose vicende che ruotano attorno al destino del mondo open e dei progetti GTK in particolare. Gnome e Fedora contro Ubuntu e le rispettive interfaccie Unity e Gnome Shell destinate a soppiantare Gnome 2, non hanno considerato forse l’aspetto più importante per un software soprattutto se open source: gli utilizzatori finali.
Non bisogna considerare che Gnome Shell e Unity siano delle interfaccie fallimentari, bisogna solo prende atto che non si rivolgono più a buona parte della propira utenza desktop; dato che un desktop enviorment considerato vecchio e destinato ufficialmente a morire con il passare del tempo, viene sempre più rimpianto da buona parte dei suoi storici utilizzatori1.
Non morirà così facilmente la serie 2 di Gnome, il piccolo progetto di forkare Gnome 2 ideato da un utente Arch prende sempre più importanza e attira le attenzioni di utilizzatori, personaggi importanti della comunità e media open source 1-2 .
Si chiama MATE per ora è disponibile solo per Arch, ma non si esclude da qui a poco una pacchettizzazione per altre distribuzioni. il desktop è ironicamente descritto dai suoi creatori come:
“a non-intuitive and unattractive desktop for users, using traditional computing desktop metaphor.”
Il Fork è un’operazione del tutto leggitima ma sottolinea la divisione, l’ostilità di vedute che ormai regnano in quella che fù la comunità del desktop GTK.







Oberon 7:30 pm on agosto 21, 2011 Permalink |
Potrei sbagliarmi ma nn credo che un progetto del genere possa avere un futuro, per due motivi:
prima di tutto le nuove interfacce (gnome shell, unity) sono arrivate sui nostri desktop da troppo poco tempo, prima o poi gli utenti digeriranno le novità introdotte e il problema non avrà motivo di esistere (bisogna inoltre considerare quanto gnome 3 sia modulare e modificabile, lo si può portare a una configurazione “gnome 2″ con un paio di estensioni se uno volesse)… insomma, in ogni caso, è solo questione di tempo.
La seconda riflessione riguarda le alternative presenti, come dissi anche da altre parti perchè qualcuno dovrebbe usare una versione forkata di gnome 2, magari arrangiata e aggiornata malamente, quando può cmq godere di un desktop gtk+ usando l’ottimo XFCE?
Come ho detto, potrei sbagliarmi.
gnupress 5:14 am on agosto 22, 2011 Permalink |
Le tue osservazioni sono giustissime..MATE e’ solo l’inizio ma considera che di un progetto di rinascita di Gnome 2 e’ tanto che si parla nella comunita’.
Verissimo che gnome shell e unity sono ancora progetti giovani il punto e’ che la spaccatura creatasi all’interno della comunita’ con Unity e Gnome 3 non ha precedenti nei rapporti tra desktop enviorment e distribuzioni linux.
Considera che ci sono utenti Gnome 2 che non userebbero’ mai e poi mai Unity e Gnome shell.
ukuntu 6:08 am on agosto 22, 2011 Permalink |
Io avevo accolto Unity e Gnome 3 con entusiasmo perché mi piace il rinnovamento, li ho provati, li ho tenuti per un po’, ho apprezzato alcune soluzioni, ma sono poi tornato a Gnome 2.
ice00 7:16 am on agosto 22, 2011 Permalink |
E’ un pò quello che è successo con KDE e i vari passaggi di versione principali: da 2.x a 3.x e poi a 4.x sono sempre stati traumatici. Il passaggio di un release maggiore si portava dietro nuovi paradigmi e una completa ristrutturazione del codice, cosa che ha portato inizialmente a molti problemi:
non erano più presenti alcune caratteristiche prima presenti e a cui un utente era abituato (ad esempio basti pensare alle icone nel desktop di KDE 4.0 o al menu classico di scelta dei programmi) che sono stati aggiunti successivamente e alcuni su espressa richiesta degli utilizzatori
ci sono nuove funzionalità che nella prima release non sono mai complete, ma richiedono tempo per raggiungere una maturità accettabile per l’utilizzo (questo perchè la riscrittura del codice deve essere attuata su ogni componente e richiede tempo).
Di solito la soluzione esisteva sempre: aspettare che il ramo si stabilizzasse prima di adottarlo, poi il passaggio è stato indolore (ad esempio per Fedora e KDE 4 sono passato dalla versione 12 alla 14, saltando quella più problematica intermedia).
Per fortuna in Linux c’è questa possibilità di scelta che per altri sistemi è preclusa (basti pensare alla interfaccia di Office 2007: a mio avvisso orrenda, poi che uno dopo averci perso due settimane riesca ad usarla è un altro conto: sarebbe bastato lasciare una modalità compatibile, con cui mostrare su richiesta la vecchia gestione dei menù, e l’utente sceglieva quale usare. Uno potrebbe aspettare diversi service pack, ma di sicuro l’interfaccia non sarà toccata di una virgola).
Pertanto sia per Unity che Gnome 3, basterà aspettare un pò di tempo, poi i due ambienti si saranno stabilizzati con tutte le caratteristiche richieste dagli utenti e quelle ancora non programmate che renderanno il passaggio da Gnome 2 quasi indolore.
Ovviamente nell’attesa o si rimane su Gnome 2 (o su questo progetto MATE), o si utilizza un altro desktop manager che abbia un paradigma che ci aggrada, poi tra un pò di tempo si potrà fare il salto